Vino sfuso: un’opportunità commerciale da non sottovalutare - Milano Wine Week 2022

Vino sfuso: un’opportunità commerciale da non sottovalutare

Ad affermarlo al sito The Drinks Business è Richard Lloyd, direttore generale The Park, che sottolinea i vantaggi dello sfuso sia dal punto di vista qualitativo che ambientale e nell’abbattimento di costi.

Aumento dei costi della materie prime e difficoltà nel reperimento del vetro, questi i temi di attualità che hanno funestato il mondo enologico nel 2022 già alle prese nel frattempo con gli effetti del cambiamento climatico.

Richard Lloyd, direttore generale di The Park – colosso britannico di imbottigliamento e stoccaggio con sede a Bristol – riflette sulle colonne del sito The Drinks Business sui vantaggi che il vino sfuso potrebbe avere in questo nuovo mutato scenario mondiale.

Secondo Lloyd l’industria del vino è adesso pronta per una rivoluzione che sostiene avrebbe notevoli impatti benefici sia a livello economico che ambientale e paragona questo passaggio epocale a quello da tappo in sughero a tappo a vite: “Quando nel 2009 siamo passati per la prima volta al tappo a vite, una chiusura tecnicamente molto superiore per i nostri vini rispetto al sughero, l’industria era preoccupata per la percezione del cliente, ma non ci sono state reazioni contrarie. Ora è lo stesso con lo sfuso: è proprio la cosa giusta da fare per il vino e penso che le persone lo capirebbero e lo accetterebbero”.

The Park ha condotto un’indagine a sostegno della tesi che evidenzia come ci siano anche riscontri interessanti dal punto di vista qualitativo: sono stati messi a confronto i dati della variazione di temperatura durante il trasporto del vino sia sfuso che in bottiglia, che mettono in luce come quest’ultimo sia soggetto ad una minore variazione: “Utilizzando appositi termometri siamo stati in grado di dimostrare che le variazioni della temperatura sono in realtà inferiori nel trasporto dello sfuso rispetto a quelle registrate con il prodotto in bottiglia. A causa della quantità del vino, la variazione di temperatura osservata durante il trasporto del vino sfuso varia da 12 a 27°C, mentre il prodotto imbottigliato subisce sbalzi di temperatura molto più ampi da 5 a 33°C”.

Ad oggi secondo Lloyd la tecnologia può aiutare notevolmente il trasporto del vino, privilegiando lo sfuso invece che l’imbottigliato all’origine e garantendo al consumatore una maggiore stabilità del prodotto, basta cambiare approccio e abbandonare vetusti preconcetti.

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